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L’impegno degli occhiali STING a fianco di Save The Planet

Il Ventuno

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ST!NG, noto brand di occhiali del gruppo De Rigo, si è schierato in difesa dell’ambiente nella battaglia contro il cambiamento climatico e ha deciso di appoggiare l’impegno di Save The Planet. In quest’ottica ST!NG sostiene l’iniziativa “Amazzonia respiro del mondo”, una campagna di raccolta fondi a favore dell’Escola Agricola Rainha Dos Apostolos di Manaus che, nel cuore della foresta pluviale, promuove il rispetto e la tutela dell’ecosistema. Ma non solo, così abbiamo fatto una chiacchierata con Barbara De Rigo, Direttore Marketing House Brand De Rigo Vision.

 

La sua azienda si è impegnata a compensare le proprie emissioni di Co2 nell’atmosfera per ridurre l’impatto dell’attività sull’ambiente. Com’è nato questo percorso al fianco della nostra Onlus?

La nostra azienda voleva fare qualcosa per rendere più sostenibile il suo processo di produzione e veicolare un messaggio green per la sua linea di occhiali più giovane. Volevamo impegnarci in un progetto ambientale e per questo abbiamo cercato un’associazione che fosse in grado di aiutarci, italiana e fuori da logiche politiche. Abbiamo individuato Save The Planet e dopo un incontro preliminare abbiamo stabilito cosa potevamo fare insieme.

 

Il primo passo che avete intrapreso è stato quello della compensazione del vostro processo produttivo infatti. 

Dobbiamo partire dalla premessa che è molto complicato realizzare un occhiale 100% green, sia per motivi tecnici che di funzionalità e qualità del prodotto. Ci sono dei passaggi costruttivi nel nostro settore che possono essere modificati, ma a scapito di estetica e qualità, quindi abbiamo pensato di agire sulla compensazione e sul packaging. Così, per la compensazione abbiamo deciso di finanziare il progetto in Amazzonia. Tra quelli proposti da Save The Planet abbiamo scelto quello di profilo internazionale, perché i nostri prodotti hanno una distribuzione internazionale. La salvaguardia di un ecosistema come l’Amazzonia è immediatamente comunicabile a livello mondiale. 

 

Per quanto riguarda l’altro aspetto, il packaging, avete scelto componenti riciclabili e alcuni sono stati “reinventati” per offrire una nuova opportunità di utilizzo. Mi riferisco all’astuccio porta occhiali, che si trasforma in una borraccia nei colori verde, blu e rosso a simboleggiare il legame con la terra, il mare e l’energia vitale.

 Su packaging e imballi mi preme dire che già l’azienda aveva affrontato la questione riducendo il volume di confezionamento, preferendo un imballo in materiali riciclabili anziché in polistirolo e plastica. Ma l’idea di fornire l’occhiale in una custodia che diventa una borraccia è stato il simbolo concreto del nostro impegno con un messaggio educativo. Ricordiamo che la marca Sting si rivolge al consumatore più giovane, quindi diciamo: ti diamo un astuccio che puoi riutilizzare per bere!

 

Questa operazione è in linea con l’anima di ST!NG, un brand nato per i giovani che, oggi più che mai, rappresentano l’avanguardia ecologista consapevole dell’attuale allarme ambientale. 

Sì lo stimolo per impegnarsi tutti di più arriva dai giovani, lo è stato anche per me con le mie figlie. Le nuove generazioni hanno questa sensibilità perché sono cresciuti con questo tipo di formazione, mentre la nostra generazione non è stata abituata a pensare che l’inquinamento ambientale fosse un problema. Ma adesso anche le aziende lo stanno capendo grazie ai feedback che arrivavano, sia dall’interno che dall’esterno, dai consumatori ormai sensibili a quello che sta dietro al prodotto che comprano.

 

Quali altre iniziative ha preso la sua azienda in ottica ambientale?

Internamente abbiamo introdotto la raccolta differenziata, le fontanelle per limitare l’utilizzo di bottigliette mono-uso, e stiamo lavorando sui distributori alimentari per eliminare i contenitori non riciclabili. Per i consumatori invece ci siamo chiesti come rendere meno nocive per il pianeta le diverse parti che compongono il commercio di una confezione di occhiali, dal packaging ai materiali di comunicazione che forniamo ai negozi di ottica.

 

Quindi anche sui punti vendita avete lavorato sui materiali riciclati, dagli espositori agli imballi?

 Esatto, siccome la fornitura degli occhiali all’ottico avviene separata dall’astuccio noi, come altre aziende del settore peraltro, stiamo cercando di eliminare la bustina protettiva in plastica, quella che è il rifiuto immediato. Dato che ancora non è possibile averla in plastica compostabile, perché troppo sensibile all’umidità, al momento usiamo plastica riciclata ma spero che in futuro arriveremo a una soluzione ancora più sostenibile. Questo è solo l’inizio di un percorso virtuoso dell’azienda in ambito green. Una sfida in continua evoluzione che sentiamo il dovere di affrontare cercando di dare il nostro contributo.

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