Testata giornalistica registrata presso Trib. di Terni il 31/07/2013 al n° 08/2013 Reg Periodici.

Lettera aperta al Presidente Conte: autista di 118, siamo in “trincea” anche noi!

Pubblichiamo con piacere una lettera inviata al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, da un Umbro direttamente coinvolto con il proprio lavoro alla emergenza del Covid 19:

Egregio Sig. Presidente del Consiglio Conte, mi chiamo Paolo Piergiovanni,
sono un dipendente dell’Azienda Ospedaliera di Perugia con la qualifica di
autista soccorritore 118 e da 29 anni svolgo questo lavoro con passione e
dedizione. Le scrivo anche a nome di tutti i miei colleghi autisti poiché, a
fronte dell’emergenza Covid-19, il decreto Cura Italia prevede un incentivo di
100 euro per diverse categorie di lavoratori, tra cui quella dell’autista
soccorritore 118. Il nostro sistema sanitario nazionale sta compiendo un
enorme sforzo per mettere in campo tutte le energie richieste.
In questi giorni si sente parlare spesso di medici ed infermieri impegnati nei
reparti in prima linea: ebbene, loro stanno facendo un lavoro straordinario,
portando avanti con grossi sacrifici, anche a livello familiare, pur di garantire
l’operato dei reparti di fronte a questo nemico invisibile e molto pericoloso.
La trasmissione di questo virus interessa allo stesso modo anche gli
operatori che salgono a bordo delle ambulanze 118, nelle quali, oltre a
medici e infermieri, ci sono anche gli AUTISTI SOCCORRITORI.
Questi ultimi conducono il mezzo sul luogo dell’evento, collaborano con il
personale sanitario e conducono l’ambulanza fino all’ospedale.
Questa figura, chiamata operatore tecnico specializzato autista di
ambulanza, è in prima linea come gli altri operatori sanitari, ma
ultimamente non è neanche citata.
L’autista soccorritore non è una figura riconosciuta, non ha una patente di
servizio, sale a bordo e conduce molto spesso mezzi con chilometraggio
elevato e, pur essendo esposto al rischio biologico come tutti gli altri
operatori sanitari, non viene tutelato.
Gli operatori di emergenza 118 che lavorano nelle ambulanze 24 ore su 24 e 365 giorni l’anno, subiscono aggressioni verbali e fisiche, sono esposti a
qualsiasi condizione meteorologica, affrontano ogni situazione di pericolo
coscienti che durante l’orario di servizio la percentuale di sbaglio deve
essere pari a zero. Pertanto, non bisogna ricordarsi di questa categoria di
lavoratori SOLO nel momento di emergenza che stiamo vivendo, MA
SEMPRE.
Dunque, gli autisti soccorritori non sono immuni al pericolo, né super eroi,
sono persone comuni che si recano nel luogo di lavoro con coraggio e
quando tornano a casa, da una famiglia che li aspetta a braccia aperte,
conservano il timore di contagiare i propri cari.
Nonostante tutto, i contratti di questa categoria di lavoratori sono bloccati
da circa 10 anni. Proprio ora che il SSN è in difficoltà, emergono le
conseguenze dei tagli fatti dai governi in passato ed è per questo che io ed i
mei colleghi chiediamo che ci sia un adeguamento contrattuale per tutte le
figure del comparto: autisti soccorritori, infermieri, medici e tutto il
personale del servizio sanitario nazionale.
Infine, l’incentivo di 100 euro che ci viene dato per fronteggiare
l’emergenza non ci interessa anzi ci indigna, perché quello che vorremmo
come categoria professionale è che ci venga riconosciuto quanto ci spetta.
Pertanto, non abbiamo interesse che si parli degli operatori sanitari solo ora, ma ogni giorno, per non sentirci di nuovo abbandonati.
Al termine di questa emergenza, io ed i miei colleghi la invitiamo a
trascorrere un giorno con noi a bordo dell’ambulanza o magari dentro un
reparto ospedaliero per capire le difficoltà di chi ci lavora: gliene saremmo
grati, così potrà vedere cosa vuol dire operare su strada e all’interno di un
ospedale.
Distinti saluti
Paolo Piergiovanni

Visite: 1044
   Invia l\'articolo in formato PDF   

Lascia un commento