Testata giornalistica registrata presso Trib. di Terni il 31/07/2013 al n° 08/2013 Reg Periodici.

ASIA/TERRA SANTA – Pasqua ortodossa, il Covid-19 non spegne il rito del “Fuoco Sacro” nel Santo Sepolcro

Il Ventuno

IL DOVERE DI INFORMARE, IL DIRITTO AD ESSERE INFORMATI

Gerusalemme – Il divieto di tenere celebrazioni e raduni religiosi moltitudinari nelle ultime settimane dal governo israeliano per frenare la diffusione del contagio dell’epidemia sta condizionando anche i riti della Settimana Santa delle Chiese orientali che seguono il Calendario Giuliano, e che celebrano la Pasqua della Resurrezione domenica 19 aprile. Ma le autorità israeliane hanno comunque permesso che nel Santo Sepolcro possa svolgersi sia pur in forma inusuale la cerimonia del “Fuoco Sacro”, celebrata alla vigilia di Pasqua nel Santo Sepolcro, evento atteso dalle comunità delle Chiese ortodosse e dalle antiche Chiese orientali sparse in tutto il mondo.
Solitamente, alla vigilia di Pasqua, migliaia di cristiani ortodossi si assiepano nella Basilica sorta nel luogo dove secondo la tradizione Gesù Cristo è stato sepolto ed è risuscitato per partecipare al rito pre-pasquale: il Patriarca greco ortodosso di Gerusalemme, facendosi largo tra la folla, entra nell’Edicola, la struttura appena restaurata che, all’interno del Santuario, racchiude i resti di una grotta venerata almeno dal IV secolo dopo Cristo come la tomba di Gesù.. Lì il Capo della Chiesa greco ortodossa di Gerusalemme prega da solo, tenendo in mano una lampada alimentata tutto l’anno, che viene spenta prima del rito, e poi esce con la fiamma della lampada riaccesa secondo la tradizione dal “Fuoco Sacro” disceso dal cielo. I fedeli corrono ad accendere le loro candele attingendo la fiamma dalla lampada portata dal Patriarca, e delle fiammelle attinte dalla stessa sorgente vengono inviate per via aerea alle comunità delle Chiese ortodosse e orientali in tutto il mondo.
Quest’anno, su disposizione del governo israeliano, alla cerimonia del Fuoco Sacro non sono presenti i fedeli. A presenziare il rituale nel Santo Sepolcro, a partire dalle 13 di sabato 18 aprile, partecipano solo dieci persone: il Patriarca greco ortodosso Theophilos, il Patriarca armeno ortodosso di Gerusalemme Nuhran Manougian, Anba Antonius, vescovo copto ortodosso di Gerusalemme, e l’Arcivescovo Gabriel Dahho, Vicario patriarcale siro ortodosso per la Città Santa, insieme a quattro assistenti e a due poliziotti israeliani. Dopo la cerimonia, le fiammelle attinte dal “Fuoco Sacro” verranno portate con la scorta delle forse di sicurezza israeliane fino all’aeroporto Ben Gurion per essere caricate su 10 aerei vuoti diretti in Russia, Ucraina, Grecia, Georgia, Cipro, Romania, Moldavia, Bielorussia, Polonia, Kazakistan.

Powered by WPeMatico

Visite: 112
   Invia l\'articolo in formato PDF   

Lascia un commento