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L’arte ecologica di Tomás Saraceno in mostra a Firenze

Il Ventuno

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La mostra Tomás Saraceno – Aria”  a Palazzo Strozzi finalmente riapre al pubblico, da lunedì 1° giugno, sarà prorogata fino a domenica 1° novembre 2020. 

 Aria”  è una grande monografia dedicata a uno dei più visionari artisti contemporanei, la cui ricerca poliedrica e creativa unisce arte, scienze naturali e sociali.

Opere immersive che invitano il pubblico a cambiare punto di vista sulla realtà e a entrare in connessione con fenomeni ed elementi non umani. Ragni, strutture sospese e piante, protagonisti delle sue installazioni e metafore della nostra percezione del cosmo. La mostra, esalta il contesto storico di Palazzo Strozzi e di Firenze proponendo un dialogo tra Rinascimento e contemporaneità. In un’epoca dove mai come adesso è avvertita l’esigenza della sostenibilità ambientale, l’artista argentino propone un cambiamento del modello di riferimento. Dall’uomo al centro del mondo, all’uomo come parte di un universo in cui ricercare una nuova armonia. 

Già dal titolo della mostra si vuole sottolineare questo elemento prezioso, bene comune sempre più inquinato. <<Il PM10 è oggi la seconda causa di morte sulla Terra – ci ricorda Saraceno – perché il 92% della popolazione respira aria contaminata>>

L’artista è tale anche per la sua capacità di cogliere i problemi del presente e la sostenibilità ambientale non è stata mai attuale come in questo momento storico. 

<<Il volo è passato dal sogno di Leonardo alla paura di volare oggi. Tutti possiamo volare adesso, ma ci scordiamo di essere anche passeggeri a bordo del nostro pianeta. L’uomo è l’unica specie vivente che sta distruggendo la sua “navicella spaziale”>>

“L’arte di Saraceno ci fa riflettere su problemi e sfide caratteristici della nostra era – l’Antropocene – divenuti sempre più urgenti, come l’inquinamento, i cambiamenti climatici, la sostenibilità, il superamento di barriere geografiche e sociali”  Arturo GalansinoDirettore Generale della Fondazione Palazzo Strozzi e curatore della mostra durante ha così presentato la mostra. 

“Il titolo – Aria – oltre a riferirsi a temi ed elementi caratteristici del lavoro dell’artista, vuole essere un monito al rispetto del pianeta e della sua atmosfera. Ormai criticamente compromessa, prefigura il passaggio ad una nuova era geologica – l’Aerocene – incentrata proprio su questo preziosissimo elemento”. 

Aerocene, ovvero la nuova era utopica

Punto di partenza della mostra è Thermodynamic Constellation. Una nuova installazione per il cortile di Palazzo Strozzi composta da tre grandi sfere specchianti sospese, e diviene simbolo di attenzione per i temi ambientali. L’artista immagina un futuro privo di confini e libero dall’uso di combustibili fossili. Una nuova era di solidarietà tra uomo e ambiente, espressa da Aerocene, comunità artistica interdisciplinare avviata dall’artista stesso. Le sfere nascono dalla sperimentazione di Saraceno con mongolfiere capaci di volare grazie alla sola energia solare. Diventano così un invito a ripensare in maniera poetica e collettiva la maniera in cui abitiamo il nostro mondo.

Proprio un esperimento del genere è stato tentato il 28 gennaio 2020 a Salinas Grandes in Argentina. Leticia Marquès è riuscita a coprire una distanza di 2,5 km in volo libero utilizzando solo il calore del sole che ha riscaldato l’aria contenuta nella mongolfiera. L’installazione è resa possibile dal sostegno della Fondazione CR Firenze all’interno di un ampio progetto che tocca vari temi della mostra. È così che Palazzo Strozzi si trasforma in uno spazio di immaginazione e partecipazione per andare oltre un’ideologia antropocentrica ed esaltare i valori di diversità e cooperazione. In questa interconnessione gli uomini sono chiamati a migliorare le reti relazionali per un futuro del mondo migliore ed ecologico. 

Articolo di Francesco Sani

Foto: Ela Bialkowska, OKNO Studio

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