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Un’estate siberiana! In Artico è prevista una nuova stagione di caldo record

Di solito si usa la metafora “freddo siberiano”, ma a quanto pare il riscaldamento climatico rischia di togliere valore a questa espressione che non rende più l’idea, almeno a giudicare da quello che sta accadendo in Russia.

Infatti, l’incubo delle ondate di calore non è finito nella grande regione “regno dei ghiacci”. Il 2019 è stato il più caldo registrato nella Federazione e il 2020 è già sulla buona strada per essere ancora più caldo.

La calura sta investendo gran parte dell’Artico da alcune settimane ormai e un record è stato battuto il 20 giugno quando la temperatura ha raggiunto 38° a Verkhoyansk, una città siberiana di norma tra le  più fredde della Terra!

La gigantesca regione si sta trasformando a causa dal cambiamento climatico che portato con sé temperature più calde, incendi boschivi e crescenti sciami di falene affamate.

Per gli scienziati l’Artico, e la Siberia in particolare, si stanno riscaldando ad un ritmo molto più veloce rispetto al resto del pianeta. Come ben sappiamo e abbiamo già scritto, ciò sta causando lo scioglimento del permafrost con tutti i rischi che ne conseguono. Uno lo abbiamo raccontato nel precedente articolo sul disastro ambientale della Norilsk Nickel.

Scioglimento del permafrost e riscaldamento climatico

Il permafrost, che fa da base di sostegno alle centrali nucleari siberiane e ai grandi metanodotti, rischia di diminuire di un terzo entro il 2050 e del 90% entro la fine del secolo.

Un rischio che non limita i suoi effetti alle aree interessate, perché libererebbe in atmosfera grandi quantità di metano, potente gas serra imprigionato nelle ere geologiche dal “ghiaccio eterno”.

Il meccanismo a catena sarebbe un’ulteriore accelerazione del global warming e non è un allarme da poco, dato che già nel 2015 lo ha lanciato la United Nations Environment Programme. Allora portò all’Accordo di Parigi sul clima ma che solo quest’anno con la COP di Glasgow entrerà pienamente in vigore.

Siccome anche per la Russia il tempo stringe, il governo deve prendere serie misure per combattere i cambiamenti climatici. La sfida è pianificare e andare avanti con una transizione energetica ponendo fine all’era petrolifera. Le catastrofi imminenti e le minacce dei cambiamenti climatici in futuro non temono l’autoritarismo del presidente Putin.

Articolo di Francesco Sani

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