Testata giornalistica registrata presso Trib. di Terni il 31/07/2013 al n° 08/2013 Reg Periodici.

Redman, Mehldau, McBride, Blade con “RoundAgain”, non un disco jazz, ma un evento per il mondo del jazz!

di Francesco Cataldo Verrina

Tutti di nuovo insieme, che notizia per gli appassionati di jazz mainstream! I membri dell’originale Joshua Redman Quartet: Joshua Redman (sassofono), Brad Mehldau (piano), Christian McBride (basso) e Brian Blade (batteria) si sono ritrovati insieme ed hanno distillato un album di straordinaria bellezza, a circa 26 dalla loro ultima collaborazione, ossia l’album“ Mood Swing”, che risale al 1994.

Negli ultimi decenni, ciascuno di essi ha suonato in diverse occasioni con uno o più sodali del celebre quartetto, ma mai tutti e quattro insieme. Nessuno dei musicisti coinvolti nel progetto “RoundAgain” aveva bisogno di incrementare il profilo pubblico della propria carriera o era alla ricerca di ulteriore visibilità, anche se le reunion producono sempre buoni effetti a livello mediatico ed ampliano, se non altro corroborano, la popolarità degli artisti coinvolti. I quattro vecchi commilitoni, Joshua Redman, Brad Mehldau, Christian McBride e Brian Blade potevano e possono contare su carriere consolidate in proprio attraverso molteplici altre collaborazioni sia sul palco e che in studio.

Eppure in ognuno di loro, come in qualsiasi musicista sincero ed in costante divenire, perché vogliamo credere che questa sia un’operazione alquanto sorgiva e spontanea, deve essere scattata una molla, ossia una naturale curiosità su come sarebbe stato suonare di nuovo insieme in quartetto adesso, indipendentemente dai trascorsi e dalla storia condivisa in passato. Per contro il progetto potrebbe essere considerato come un gesto di umiltà, nonostante la marcata visibilità internazionale da parte dei quattro sodali, nel voler vedere che cosa sarebbe accaduto, quali nuovi stimoli sarebbero emersi e che cosa ciascuno avrebbe potuto apprendere dall’altro e viceversa alla luce delle tante esperienze.

Lo sforzo unificato ha prodotto un progetto di notevole struttura musicale, espressiva e compositiva che non lascerà indifferente nessuno dei nuovi e vecchi cultori di Joshua Redman, Brad Mehldau, Christian McBride e Brian Blade. “ RoundAgain” si candida ad essere, probabilmente, l’album “collaborativo” e all-stars più avvincente del 2020 e una delle riunioni più importanti degli ultimi anni nel mondo del jazz. Il quartetto ha avuto oltre un quarto di secolo, dalla pubblicazione di “Mood Swing” del 1994, per ponderare questa possibilità e valutare i pro e contro, legati alla crescita e dell’esplorazione delle rispettive tecniche sugli strumenti, all’arte della composizione, anche ai limiti imposti da una dimensione di gruppo inter pares, dove si acquista in collegialità, ma bisogna rinunciare a qualcosa sul piano personale. Tra i punti salienti segnaliamo “Silly Little Love Song” e “Right Back Round Again”, entrambi i componimenti sono di Redman, dove il quartetto beneficia anche della crescita e della versatilità dei singoli, innovando ed attingendo contestualmente alla tradizione jazz, ma è difficile, se non impossibile, dire dove finisca la composizione ed inizi l’improvvisazione.

La sessione ha prodotto un totale di sette brani inediti: tre sono stati scritti da Redman, due da Mehldau ed una creazione a testa per McBride e Blade. L’album per l’occasione esce anche in vinile, con una stampa di eccellente qualità. “RoundAgain” non è solo un disco jazz, ma un evento per il mondo del jazz!

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