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Green Agenda e Accordo di Parigi, c’è tanto lavoro per Joe Biden

Quando sabato mattina i media americani hanno annunciato che Joe Biden aveva raggiunto il numero di delegati necessari per essere eletto, Rudolph Giuliani, l’ex-sindaco sceriffo di New York e avvocato del presidente uscente, ha improvvisato una conferenza stampa in strada a Filadelfia. La campagna di Donald Trump è finita così nel parcheggio di un’azienda di giardinaggio accanto a un sexy shop chiamato Fantasy Island.

Per noi ambientalisti bastava levarceli di torno, questi negazioni del climate change, invece abbiamo avuto pure la perfida soddisfazione di vederli coprirsi di ridicolo. Anche Greta Thumberg non si è lasciata sfuggire l’occasione di mandare un tweet ironico a Trump. Lo ha invitato a darsi una calmata, ricalcando la presa di giro che un anno prima aveva dovuto subire dopo il suo accorato speech all’ONU!

Con Joe Biden alla Casa Bianca ci aspettiamo un cambio di rotta sull’ambiente, inutile girarci intorno. Certo, non siamo naif, sappiamo bene che le lobby che finanziavano The Donald sono le solite pronte a salire sul carro del vincitore perché si attui il sempre attuale gattopardesco “tutto deve cambiare perché tutto resti uguale”. 

Tuttavia è doveroso sottolineare che la campagna elettorale del candidato del candidato dei Democrats sia stata l’occasione per tornare a parlare di tutela dell’ambiente negli States.

Come parte dell’agenda politica più progressista nella storia recente, Biden ha elaborato un piano ambizioso per affrontare il cambiamento climatico e i suoi effetti. Promette una serie di standard e incentivi per decarbonizzare l’elettricità, i trasporti, l’industria e altri settori inquinanti. 2 mila miliardi di dollari d’investimenti in energia pulita, infrastrutture e sviluppo della comunità. Infine una serie di misure per garantire che le comunità vulnerabili – sia quelle da effetti dell’inquinamento che quelle per la perdita di posti di lavoro dovuti alla transizione dai combustibili fossili – siano protette.

Il programma di Biden in merito all’ambiente lo si può leggere sul suo sito a questo link alla voce The Plan For A Clean Energy Revolution And Environmental Justice.

Green Agenda e ritorno all’Accordo sul clima

Attenzione, non è un Green New Deal all’europea. Tra l’altro, per decarbonizzare l’economia USA, servirebbero talmente tanti investimenti che possono essere sbloccati solo avendo la maggioranza in entrambe le camere del parlamento, ma al Senato non è scontata. 

“The Green New Deal is not my plan,” ha infatti dichiarato l’ex vicepresidente di Obama, durante il dibattito presidenziale con il presidente Trump ai primi di ottobre. Resta una Green Agenda di tutto rispetto nei poteri del nuovo presidente se ha la volontà di procedere.

Diverso il discorso per gli Accordi di Parigi sul Clima. Joe Biden si è impegnato a rientrare nell’accordo nel primo giorno della sua presidenza. Gli USA ne sono usciti formalmente il 4 novembre -curiosamente il giorno dopo le elezioni – dopo la disdetta decisa a suo tempo da Donald Trump. E proprio quel giorno   ha twittato “Oggi l’amministrazione Trump ha ufficialmente abbandonato l’accordo di Parigi sul clima. Ed esattamente in 77 giorni una amministrazione Biden vi rientrerà”, riferendosi ai tempi tecnici per la riammissione dell’intesa.

Insomma, c’è tanto lavoro da fare, vedremo quanto tempo impiegherà il presidente neoeletto a usare i suoi poteri sul Congresso per cambiare marcia. Con Trump si archivia una stagione che è stata segnata da ostacoli nella lotta al cambiamento climatico. L’augurio è che alla Casa Bianca ci sia adesso un alleato in più e un nemico in meno.

Articolo di Francesco Sani

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