Testata giornalistica registrata presso Trib. di Terni il 31/07/2013 al n° 08/2013 Reg Periodici.

Piantare alberi è anche un’azione civica.

Nel contesto delle recenti catastrofi mondiali, sia naturali, sia causate dall’uomo, gli individui si sono spesso uniti insieme per piantare alberi, guardando a questa semplice azione come a un simbolo di ricostruzione e al ritrovarsi insieme con l’impegno per un futuro migliore.
Allo stesso modo, il senso simbolico di speranza e di forza che gli alberi trasmettono è stato usato come mezzo per promuovere il cambiamento sociale.

Negli ultimi 40-50 anni si è però assistito a un progressivo degrado ambientale e non c’è dubbio che, come diceva Nebbia in suo scritto del 1972, la soluzione degli urgenti problemi dell’ambiente, la stessa sopravvivenza della vita sul pianeta, sono possibili solo se verrà adottata una nuova cultura che, pur imponendoci dei sacrifici materiali, ci permetterà di vivere in un mondo più pulito, di ritrovare un rapporto umano col verde e con gli altri esseri viventi, di lasciare un ambiente accettabile ai futuri abitanti della Terra: per realizzare questo obiettivo occorre una revisione radicale di molti dei modelli di comportamento finora adottati, occorre inventare una nuova filosofia dei rapporti fra l’uomo e la natura.

La pandemia globale ci ha, infatti, messo di fronte a tutti i nostri errori e una volta che essa sarà risolta e l’economia comincerà a rimettersi in moto, ci sarà anche da ricostruire e rigenerare le aree urbane dove si concentrerà, nel prossimo ventennio, oltre il 70% della popolazione, con ondate di inurbazione alle quali dovremo essere in grado di far fronte, non solo in termini di offerta abitativa, ma anche di offerta ambientale.

Per decenni abbiamo costruito abitazioni e abbiamo urbanizzato enormi superfici come se non ci fosse un domani. Abbiamo continuato a consumare suolo come se questo fosse una risorsa inesauribile. Pensando solo all’oggi e non, appunto al domani. A garantire, in base al principio della sostenibilità, alle generazioni presenti di soddisfare i propri bisogni senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare i propri.

Dato che gli alberi hanno sempre aggiunto un senso di continuità con l’ambiente costruito e hanno sempre rappresentato un simbolo di resistenza per le comunità, essi dovranno costituire la componente fondamentale dello sviluppo futuro per rendere le città più sostenibili, anche dal punto di vista sociale.

Nel contesto della spinta globale per avere città “più verdi e più smart”, la forestazione urbana e periurbana dovrà quindi essere sempre più esplicitamente collegata con le iniziative di salute pubblica che cercano di migliorare il benessere della crescente popolazione urbana e con gli sforzi per ridurre isola di calore che determina temperature estreme in città a causa della impermeabilizzazione del suolo, della riflettanza delle superfici e dalla mancanza di movimento dell’aria.

Articolo di Giacomo Tagliaferri, tecnico TI di Istituto di Biometeorologia del CNR

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