Testata giornalistica registrata presso Trib. di Terni il 31/07/2013 al n° 08/2013 Reg Periodici.

“NAIF” DI GIANCARLO ROMANI, LA VITA COME MOTIVO ISPIRATORE.

di Francesco Cataldo Verrina

Giancarlo Romani, trombettista con un ricco curriculum dove spiccano collaborazioni importanti ed a più livelli, è da qualche settimana sul mercato con il suo primo album da solista.

“Naif”, pubblicato dall’etichetta Alfa Music, vede Romani accompagnato da Gianluca Massetti al pianoforte acustico ed al piano Rhodes, Giuseppe Salvaggio al basso elettrico, Jacopo Ferrazza al contrabbasso e Giampaolo Scatozza alla batteria. Tra gli ospiti si segnaliamo Francesco De Gregori all’armonica, Francesco Bearzatti al sax tenore e clarinetto, Simone Pulvano su darbuka e riq (percussioni arabe), Nuna Shoesnith alla voce, Pierfrancesco Cacace al sax soprano e tenore ed Amos Vigna al tenore.

Il disco raccoglie nove brani inediti, che – come spiega l’autore – sono stati scritti con l’intento di “estrarre momenti quotidiani della mia vita e filtrarli in un linguaggio semplice ma più diretto e sincero della parola, il linguaggio musicale per riprodurre le emozioni vissute”. Lo stesso concetto di “naif” esprime molto bene la tempra musicale e l’idea compositiva del trombettista, che realizza una serie di affreschi sonori, quali punto di confluenza di idee, incontri, viaggi, persone e stili molteplici che spaziano dal jazz e al funk, con richiami alla musica mistica ed al rock. L’opener

“Atleta Volante” è già un ottimo biglietto da visita: il movimento risulta elegante ed a tratti smooth, mentre la tromba si snoda sicura sull’ottimo tappeto ritmico fornito dalla retroguardia. L’intricato assolo di pianoforte di Gianluca Massetti introduce un cambio di stile e tempo, mentre i ritmi percussivi si muovono in un crescendo progressivo, aprendo una breccia nella trama armonica e spianando la strada ad un tranquillo intermezzo di tromba seguito dal ritmo cadenzato della batteria di Giampaolo Scatozza. “Cinque Minuti in Oslo” traccia i contorni di un paesaggio metropolitano e, come un io narrante, usa forme e linee mutevole che s’insinuano tra gli anfratti di una città immaginaria. La tromba diventa l’elemento esplorativo che sale e scende, mentre il resto dell’ensemble ne segue il cammino fornendo i dettagli decorativi. “Aya Sofya”, dal sapore orientale, si sostanzia attraverso un suono pungente sotteso da percussioni marcate dal caratteristico swing e dai ritmi sincopati su cui la tromba di Giancarlo Romani incede flessuosa come in una danza del ventre. Il line-up si muone in maniera telepatica distillando un esotico coacervo di sonorità che sembrano descrivere e scoprire al contempo terre lontane ed universi sconosciuti. “Orizzonti Espansi e Curve nella Memoria” gioca sulla spazialità creando un’atmosfera rilassante e sospesa, con una tromba meditativa che espelle le note come se fossero pensieri e schegge di memoria sostenuta da un basso morbido e malinconico che ne assecondata movenze e riflessioni.

“Elegia (Per un Uomo Ordinario)” è certamente uno dei contrassegni salienti dell’album, caratterizzato da momenti di forte inventiva compositiva: la struttura è solida e l’impianto armonico di pregevole fattura. L’arrangiamento prevede un’architettura multistrato in cui s’insinuano il pregevole assolo di sax di Francesco Bearzatti sostenuto da una coriacea retroguardia ritmica; la tromba di Romani sembra perdere i freni inibitori emettendo vampate di funk dal sangue meticcio. La struttura dicotomica del brano offre al piano di Massetti una progressione quasi sotterranea, ma dopo qualche momento di calma apparente l’ensemble ritrova l’unità d’intenti sotto la guida della tromba per un finale dall’approdo sicuro. In “Sonnambulando” il pianoforte di Gianluca Massetti stabilisce il tono ed introduce il tema prima che la band se ne appropri aggiungendo il segno tangibile di ogni singola personalità con assoli di clarinetto, sax, pianoforte e tromba. Ne scaturisce un ballata malinconica, crepuscolare e ricca di pathos.

“Una Nuova Intimità (In Miles We Trust)” è un’ottima vetrina espositiva che mette in risalto il tratto adamantino della tromba di Giancarlo Romani, il quale si muove con signorile eleganza, attraverso note spaziate e sussurranti. “Drunk Joyful Blues” disegna un’atmosfera da Cotton Club, con la tromba di Romani a cui fa eco la voce di Nuna Shoesmith; un swingante infuso di blues segnato dal calibrato call-and-response tra batteria e tromba, dove l’armonica di Francesco De Gregori rafforza la sensazione old-style. L’assolo di sax di Amos Vigna, sovrapponendosi alla tromba, corrobora ulteriormente il brano nella forma e nella sostanza. “Buonanotte” è una ballata al miele millefiori narrata dalla tromba con voce suadente ed alimentata dal geniale interplay del piano che rimodula la melodia per poi riconsegnarla nelle mani di Romani. In Chiusura è presente una take alternativa di “”Orizzonti Espansi e Curve nella Memoria” riproposta con alcune variazioni sul tema.

“Naif” è un lavoro di ampio respiro, che mette in evidenza verve compositiva di Giancarlo Romani , il quale riporta all’interno di ogni frammento dell’album tante esperienze di vita vissuta maturate in tempi diversi, raccontando storie molteplici ed indicando differenti visioni dell’esistenza umana; tanti mondi che si amalgamano perfettamente in un unico universo sonoro, dove una superba tromba diventa il perfetto collante.

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