Testata giornalistica registrata presso Trib. di Terni il 31/07/2013 al n° 08/2013 Reg Periodici.

“SMOOTHLY” DI BF-PROJECT, IL JAZZ CONTRO IL LOGORIO DELLA VITA POST-MODERNA…

di Francesco Cataldo Verrina

A cavallo tra gli anni Settanta e Ottanta, quello che viene comunemente definito smooth jazz, è stata una delle espressione musicali più vive e prolifiche nell’ambito di quel territorio di confine tra jazz mainstream e fusion leggera. Tra i grandi alfieri dello smooth jazz ricordiamo personaggi come Grover Washington Jr., George Benson, Bob James, Chuck Mangione e Earl Klugh. Letteralmente «jazz-liscio», ma forse più appropriatamente «jazz-leggero» (traduzione ad usum delphini), lo smooth jazz si caratterizza come un genere derivativo molto scorrevole e di facile appiglio, che elimina le complessità armoniche ed improvvisative dell’heavy-jazz, divenendo una sorta di piacevole intrattenimento sonoro, ma per questo non banale. Il jazz diventa sottofondo ed ambient-music, assumendo i connotati di una costruzione sonora scevra da ogni implicazione intellettuale e sospinta da una perenne leggerezza dell’essere.

Il duo Luca Barbato (batterista) e Alberto Fichera (sassofonista-clarinettista), tenutari del marchio BF Project, si cala perfettamente in tale contesto, seguendo le coordinate della lunga tradizione del jazz leggero con un album che già nel titolo evidenzia le sue linee programmatiche: «Smoothly», pubblicato dall’etichetta TRP Music, per la pregevole fattura e la vivacità compositiva, potrebbe riservare non poche sorprese ai cultori del genere. L’album è un piacevole compendio di smooth-bop, cool-pop e light-swing arricchito da convincenti intelaiature latin-funk e suggestive progressioni soulful. Un disco colorato nella forma e nella sostanza che inneggia alla vita, divenendo una sorta di balsamo rilassante, in un’epoca in cui il caos sonoro regna sovrano.

L’opener, «Eyes Of Joy» è un arazzo mediterraneo, che si dipana su una melodia dal sapore vagamente retrò, esaltata dalla voce narrante del clarinetto di Alberto Fichera, sotteso dalla pervicace ritmica fusion di Luca barbato, sostenuto dal basso di Giacomo Patti e da un morbido tappeto di sonorità elaborate dal moog di Seby Burgio, terzo pilastro dell’album ed autore di tutti gli arrangiamenti. «Pareo» è un latin-funk dall’andamento ruffiano ed accattivante che inneggia all’estate, imperniato su una melodia a presa rapida. «4 U» è la classica ballata smooth giocata su un intrigante alternanza sax e pianoforte, che riporta alla mente certe atmosfere alla Grover Washington Jr., mentre il basso di Carmelo Venuto ne puntella il perimetro con sapiente abilità. «Ellis Island», rimarca ancora la vena funky del progetto con un ritmica secca e tagliente, mentre il sax esprime un fraseggio fatto di moduli brevi e cangianti, ottimo il lavoro di sostegno da parte del basso elettrico di Mario Guerini. «China Blues», insiste ritmicamente ancora sulla dimensione soul-funk, mentre il sax cerca dapprima di addolcirne i contorni con una melodia avvolgente, ma in seconda battuta, l’impeccabile Fichera, trascinato dalle acidule note del synth di Salvo Finocchiaro, ritrova tutto il suo fervore metropolitano. «Cumbao» si tuffa nel lime dei Caraibi con una travolgente carica di latin-jazz pronto all’uso e propedeutico al ballo, ottimo l’apporto percussivo di Daniele Leucci. »Ramble» si manifesta con i tratti somatici di una ballata ricca di pathos e suggestioni tracciando un itinerario ideale verso un infinito altrove. «Lat-in-Soul» è un’altra corale esplorazione fra terre di confine, impreziosita dalla tromba di Nicola Tariello. La title-track, «Smootly» rappresenta anche il climax dell’intero album, forte di una melodia che si impianta tra le meningi e non va più via: il convincente sax di Fichera e l’armonioso apporto pianistico di Burgio, tirano fuori le loro carte migliori, infondendo un senso di libertà e serenità al contempo, mentre la retroguardia ritmica non perde un colpo. Chiude i battenti «Summer Funky», un piccolo gioiello di smooth-fusion di alta scuola..

Alberto Fichera e Luca Barbato raccontano così la loro opera: «Questo lavoro discografico rappresenta per noi il coronamento di un sogno: parlare di sé attraverso la propria musica. Il progetto è un viaggio attraverso sonorità variegate che abbiamo maturato nel corso delle nostre esperienze. Infatti, risulta essere una contaminazione di generi, che non tralasciano il linguaggio della nostra mediterraneità. Un album, questo, nato con grande passione e un’immensa voglia di raccontarci e di esprimerci».

«Smoothly» è un lavoro corale: una struttura aperta con tante sliding-doors che lasciano entrare ed i uscire suoni e vibrazioni; un racconto musicale che esalta la gioia di vivere; dieci componimenti originali sapientemente arrangiati ed eseguiti, che riprendono la tradizione dello smooth jazz, arricchendola di moderni groove, di sonorità contemporanee calde e avvolgenti e di piacevoli intarsi latini. Nel caotico marasma della musica di consumo, fatto di algide sonorità strappate al cuore di un computer, il lavoro degli BF Project diventa un antidoto disintossicante e un toccasana contro il logorio della la vita post-moderna.

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