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Il Ventuno

Ilhéus – Su un totale di 26 comuni della diocesi di Ilhéus, 16 sono stati colpiti dalle inondazioni di dicembre e gennaio . Il Vescovo della diocesi, Mons. Giovanni Crippa, nelle informazioni diffuse dalla Conferenza Episcopale e pervenute a Fides, sottolinea la solidarietà delle persone che si sono organizzate intorno alla Chiesa, con l’aiuto di sacerdoti, diaconi e laici impegnati nella pastorale e nei movimenti ecclesiali, per portare aiuto, materiale e spirituale, alle famiglie colpite. “Da questa solidarietà sono scaturiti generi alimentari, vestiti, materassi, pasti. E’ stato un bel momento per vedere la solidarietà in azione” afferma il Vescovo, che elogia anche la vicinanza dei sacerdoti della diocesi alle persone in un momento in cui hanno bisogno di conforto spirituale, perché in questa situazione è diventato molto difficile affrontare la vita e il futuro, molti hanno perso le loro case e tutto quello che era necessario per vivere.
Il Vescovo di Itabuna, Mons. Carlos Alberto dos Santos, racconta che, in conseguenza delle inondazioni e dello stato di calamità nella regione meridionale di Bahia, la diocesi ha accolto le persone nelle sale parrocchiali, offrendo loro tre pasti al giorno. “Abbiamo anche offerto il calore dei nostri dormitori, in modo che avessero un posto tranquillo per alleviare la loro situazione di dolore e sofferenza. Stiamo promuovendo una campagna di amore, accogliendo queste persone con fede, dedizione, dimostrando che non sono sole”.
Nella diocesi di Teixeira de Freitas, 5 comuni dei 13 che la compongono, sono stati terribilmente colpiti dal ciclone che ha attraversato la regione, secondo il suo Vescovo, Mons. Jailton de Oliveira Lima. In questa prima fase di emergenza, la diocesi ha distribuito circa 22 tonnellate di cibo, vestiti, materassi e acqua minerale. E’ stata avviata una campagna in tutta la diocesi e organizzato un comitato per gestire le iniziative, composto da sacerdoti e laici. La diocesi ha anche definito quattro luoghi strategici nella sua circoscrizione per la raccolta di vestiti, prodotti alimentari e per l’igiene, e beni di prima necessità. “Noi come Chiesa siamo stati, fin dall’inizio, a disposizione per accogliere le persone in ogni modo, aiutandole a uscire dalle case allagate, facendole scendere dai tetti, portandole nei rifugi, negli ospedali – racconta il Vescovo -. C’era tanta acqua come non avevo mai visto in vita mia”. Il Vescovo sottolinea che molte persone sono accampate nelle chiese, nelle sale parrocchiali, nelle scuole, e non hanno alcuna prospettiva di tornare a casa. C’è una forte pressione sui poteri costituiti perchè incontrino queste persone.
In tutte e tre le diocesi nel sud di Bahia, si sta effettuando una registrazione delle necessità di quanti sono stati colpiti, per identificare ciò che è stato perso e ciò che sarà necessario per la ricostruzione. Il governo prevede di ricostruire le case distrutte, però anche in zone distanti da dove vivevano, vicino al posto di lavoro, e questo crea altri problemi. Il Vescovo di Itabuna ringrazia tutti gli enti, nazionali e internazionali, che si sono mobilitati per i soccorsi, e lancia un appello affinché l’aiuto continui.

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