AFRICA/MOZAMBICO – Progetto per un “ritorno alla normalità” dopo mesi di conflitti armati

Sofala – Dopo mesi di acceso conflitto, le due forze politiche che si sono fronteggiate in Mozambico hanno firmato una tregua, ma moltissime famiglie hanno preferito rimanere nei campi profughi o nascoste nella foresta, in attesa di essere certe che questa pace sarà duratura. Preferiscono non rientrare ancora nelle loro case, ma aspettare che le truppe militari si ritirino completamente dalla zona di Sofala. I pochissimi abitanti che hanno deciso di rientrare si sono trovati dinanzi ad uno scenario di pura devastazione: scuole distrutte o vandalizzate, centri di salute crivellati di proiettili. Uno spettacolo che ha segnato ancora più profondamente le persone, provate nel corpo e nello spirito, senza nessuna risorsa e con l’inverno alle porte.
Tanti bambini, dopo aver provato l’orrore della guerra sulla loro pelle, si vedono ora privare del diritto all’istruzione, alla salute e di quei diritti fondamentali per ognuno di loro. Per contrastare tutto ciò CCS Italia , ha promosso il Progetto Resilienza Sofala. La resilienza, ovvero “il ritorno alla normalità” è l’obiettivo di questo ambizioso progetto che, partendo da Tazaronda, vuole coinvolgere oltre 100 mila persone in 11 diverse comunità nella provincia di Sofala, ripristinando il pieno funzionamento delle infrastrutture scolastiche e dei centri di salute, in modo da riportare bambine e bambini a scuola monitorando il loro stato di salute e quello dei loro familiari. Saranno anche promosse in tutte le comunità attività nutrizionali, igienico sanitarie e momenti di condivisione su quanto accaduto durante i mesi di guerra, in modo da porre le basi per rinsaldare le cicatrici lasciate da questi mesi di guerra.

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