AMERICA/VENEZUELA – I Vescovi: “il Venezuela grida per un cambio di direzione, un ritorno alla costituzione”

Caracas – A mezzogiorno di ieri, 11 luglio, a nome di tutti i Vescovi del Venezuela, Mons. Jesús González De Zárate, Arcivescovo di Cumaná; Mons. Jorge Aníbal Quintero, Vescovo di Barcelona e Mons. José Manuel Romero, Vescovo di El Tigre, hanno presentato alla stampa l’Esortazione pastorale che raccoglie le riflessioni della CXII Assemblea Plenaria della Conferenza Episcopale del Venezuela svoltasi in questi giorni .
“Ci sono fondati motivi per ritenere che siano state commesse gravi violazioni dei diritti economici e sociali”, “per oltre un decennio, il Venezuela ha adottato e attuato una serie di leggi, politiche e pratiche che hanno limitato lo spazio democratico”, “lo Stato ha sistematicamente negato i diritti delle vittime delle violazioni dei diritti umani alla verità, alla giustizia e alla riparazione”: sono le parole pronunciate da Mons. González De Zárate, il quale ha sottolineato che non sono dei Vescovi ma del rapporto dell’Alto Commissionato ONU per i Diritti umani .
Il messaggio dell’Episcopato venezuelano fa riferimento alla diaspora venezuelana, evidenziando che ormai oltre il 12% della popolazione è emigrata. Se il deterioramento della situazione economica e sociale continuerà, nei prossimi mesi il paese perderà un’altra parte importante della sua popolazione. “L’immensa maggioranza degli abitanti del paese respinge questa situazione perché è in aperta contraddizione con i tradizionali valori civili, culturali e religiosi che hanno caratterizzato il nostro popolo” scrivono i Vescovi. “I venezuelani continuano a scommettere su una coesistenza civile pluralista e pacifica nella giustizia, nella libertà e nella solidarietà, come stabilito dalla costituzione”.
I Vescovi venezuelani ribadiscono che “i regimi politici, le ideologie, le organizzazioni o le istituzioni devono essere al servizio dei principi fondamentali. Ciò richiede una decisa promozione e difesa dei diritti umani e una denuncia permanente degli abusi e delle violazioni di tali diritti, dal momento che tutti gli abusi a tale dignità sono abusi per Dio stesso . Il rinnovamento etico e spirituale del paese è un compito di tutti”.
Quindi si sottolineano le azioni da intraprendere per affrontare le vicende che colpiscono il paese, perché “dinanzi alla realtà di un governo illegittimo e fallito, il Venezuela grida per un cambio di direzione, un ritorno alla costituzione”. “Questo cambiamento richiede l’uscita di coloro che esercitano il potere illegittimamente e l’elezione, nel più breve tempo possibile, di un nuovo Presidente della Repubblica”.
Per questo occorre “un nuovo Consiglio elettorale nazionale imparziale, l’aggiornamento del registro elettorale, il voto dei venezuelani all’estero e la supervisione di organizzazioni internazionali come le Nazioni Unite , l’Organizzazione degli Stati americani e l’Unione Europea, tra gli altri; e anche la cessazione dell’Assemblea costituente nazionale”.
Per concludere, riguardo all’emergenza umanitaria, “è urgente consentire l’ingresso massiccio e la distribuzione di aiuti alimentari e medicinali”. La Chiesa cattolica si impegna a fornire assistenza per ricevere e distribuire le forniture, attraverso la rete delle sue istituzioni, come la Caritas.
L’ultima parola dei Vescovi è per ringraziare i paesi vicini che accolgono i fratelli emigrati dal Venezuela.

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