L’arte del gol ha perso un maestro. Alberto Protti, ex attaccante e simbolo del calcio italiano, è deceduto all’età di 54 anni. La notizia della sua scomparsa, avvenuta dopo una lunga malattia, ha colpito profondamente tifosi e colleghi, uniti nel ricordo di un calciatore che ha segnato un’epoca.
Nato a Cervia nel 1969, Protti ha iniziato la sua carriera nelle giovanili del Bologna, per poi proseguire in club come Piacenza, Lecce e Genoa. La sua carriera è stata caratterizzata da un talento cristallino e da una capacità innata di trovare la rete, che lo ha reso uno degli attaccanti più apprezzati della sua generazione. È stato protagonista di momenti indimenticabili, come la promozione con il Piacenza in Serie A nella stagione 1992-1993, dove collezionò ben 22 gol, confermandosi capocannoniere.
La sua passione per il calcio emerged anche fuori dal campo: Protti si era ritagliato un posto da opinionista e commentatore, rimanendo sempre connesso al mondo del pallone.
Nel suo ultimo messaggio, diffuso prima della sua morte, Protti ha descritto la sua vita come un “viaggio splendido”, segno di un uomo che ha comunque mantenuto un atteggiamento positivo nonostante le avversità. Questo messaggio ha toccato il cuore di molti, sottolineando il coraggio e la dignità che lo hanno contraddistinto.
Il suo addio apre ora un vuoto nel mondo calcistico italiano, ma il ricordo delle sue gesta rimarrà eterno. Protti rappresenta non solo un atleta, ma anche un esempio di resilienza e passione, valori che continuano a ispirare le giovani generazioni. Restano ora a disposizione degli appassionati i suoi filmati, le sue giocate e i suoi gol, testimonianze indelebili di un talento straordinario.
